Set

30

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Il sindaco è stato contestato dai cittadini per la riapertura del centro storico

La farsa, “quel componimento contenente una miscela di serio e di ridicolo che un tempo serviva a riempire come intermezzo un componimento drammatico”, del centro storico si è arricchita di un nuovo capitolo: oramai siamo la barzelletta del Nolano.

Questa mattina, racconta la strada, è stato riaperto il centro storico nietepopodimenoché dal sen. Barbato in persona. Questa la leggenda.

La verità, cruda e vergognosa, è che il centro storico è stato riaperto per davvero. Oramai anche i sassi sanno dei mugugni, delle proteste dei commercianti e dell’impegno preso con essi dal sen Barbato. Questa mattina l’epilogo.

Vivaci proteste, qualcuno dice insulti, dei cittadini contro il sindaco colpevole di aver permesso la riapertura del centro storico con un’ ordinanza superveloce maturata addirittura nella nottata di venedì in casa del comandante dei VVUU dott. Giuseppe Caliendo, dove, pare, sia stato accompagnato addirittura dal presidente del Consiglio Luigi Terracciano.

Contattiamo telefonicamente il sindaco Felice Esposito Corcione che gentilmente si concede e smentisce queste voci menzognere che, dice, sono state divulgate ad arte, come è solito fare una certa Politica.

Sindaco ieri sera a mezzanotte è stato veramente accompagnato a casa del Comandante dei VVUU dott. Giuseppe Caliendo dal presidente del Consiglio Luigi Terracciano, targato Udeur, a firmare l’ordinanza di apertura del centro storico?
Fesserie. È stato venerdì sera, erano le 20:30 più o meno. E non centra niente il presidente del Consiglio. Sono stato alla festa di Faibano con mia moglie e sono andato a casa del Comandante dei vigili urbani insieme al tenente Andrea Mandanici, dove abbiamo stilato l’ordinanza di apertura momentanea del centro storico.

Che è stata poi attuata sabato mattina, causando l’indignazione e la protesta di tanti cittadini. Ma non doveva essere prima protocollata al Comune?
L’ordinanza è stata protocollata alle ore 10:10 di sabato mattina.

Ma il Comune non era chiuso?
È stato chiamato in via straordinaria il dott. Antonio Del Giudice, che l’ha protocollata e resa operativa.

Come mai tutta questa urgenza: durante la festa, a casa del Comandante e non in ufficio?
A casa del Comandante perché la vecchia ordinanza era presente sul suo computer di casa.

E come mai si scomoda di sabato il dott. Del Giudice per protocollare un’ ordinanza.
La città era diventata un inferno di auto… I commercianti tutti i giorni a protestare e allora…

Invece dicono che lei sia stato costretto dal sen. Barbato a fare l’ordinanza.
Io sono espressione di una maggioranza Politica, per cui se ho fatto un’ordinanza vuol dire che c’è la volontà dell’intera maggioranza.

Lo Sdi dice di non essere d’accordo.
Vorrei poter urlare la mia rabbia, ma non posso. Amo troppo questa città.

Si spieghi meglio.
In questi giorni ci sono stati vari incontri nella maggioranza, uno di questi nella sede dello Sdi. Io ho abbandonato all’una di notte per stanchezza: la mia giornata inizia alle 5:00 e ho detto loro di comunicarmi la decisione presa. Il giorno dopo ancora fumata nera.

E allora?
Ci sono stati altri incontri. Nell’ultimo, che si è tenuto il giorno venerdì alle ore 14:00 erano presenti per lo Sdi il segretario di partito Carpino, il consigliere Beneduce Celestino e l’assessore Sodano, mentre per l’Udeur il segretario del partito Sullo, Luigi Terracciano, presidente del Consiglio, il capogruppo avv. Pasquale Mautone e tutti gli assessori al completo.

Quindi?
Da quell’incontro è emerso che l’Udeur, compatto, era per la riapertura e lo Sdi, pur non essendo d’accordo, subiva la decisione, dando l’ok.

Sindaco, ma è sicuro? A noi lo Sdi ha detto che la riapertura del centro storico è una decisione solo dell’Udeur e del Sindaco.
Veramente?

Si.
E allora lunedì sul mio tavolo dovrei avere le dimissioni dell’assessore Sodano e dei consiglieri dello Sdi?

Bhe, se non sono d’accordo come dicono, si.
Ok, allora aggiorniamoci a lunedì.

Un’ ultima domanda. La gente dice che lei stamattina accompagnato dagli assessori dell’Udeur è andato a scusarsi con il macellaio per i disagi che gli aveva causato con la chiusura del centro storico.
Vergognoso. Falso e vergognoso. Io sono un uomo di cultura, non sono servo d nessuno e non scendo a questi bassi livelli. Questo lo faccio fare a quella gente che non avendo capacità fa l’unica cosa che gli riesce bene: inciucia.
Sono andato lì solo per invitare una delegazione di commercianti, per lunedì alle ore 10:00 nel mio ufficio. E lo voglio fare alla presenza del comandante dei VVUU per sottolineare una cosa a cui tengo molto.

Cioè?
Che l’ordinanza di apertura del centro storico è stata fatta solo in via temporanea per permettere di liberare il corso Umberto dal traffico, che sta soffocando la città. Inoltre essa dovrà essere attuata così come è stata scritta, senza sosta per le auto e senza parcheggio in piazzetta Annunziata. E gli automobilisti che trasgrediranno dovranno essere severamente sanzionati dai VVUU. Invito pertanto tutti gli addetti ai lavori ad informare i cittadini e ad eseguire rigorosamente l’ordinanza.

Nella foto il centro storico dopo l’apertura

Set

28

mariglianocentrostorico-012.jpgLa commedia del centro storico si arricchisce di un nuovo capitolo.

Questa mattina i 4 o 5 commercianti, che sono interessati alla chiusura del tratto di via Giannone e di piazzetta Annunziata, si sono organizzati. Hanno abbassato le saracinesche alle 12:45 ed hanno aperto , togliendo le transenne, il centro storico.

L’Amministrazione subito ha segnalato la cosa ai vigili e ai carabinieri che celermente e a sirene spiegate si sono portati sul luogo per ristabilire la legalità. Fin qui il racconto che sa di commedia o di farsa, fate voi.

Qual è la verità? La verità è che i commercianti richiedono l’attenzione delle Istituzioni. Infatti essi, essendo stati rassicurati da qualche politico della riapertura del centro storico, si sentono presi in giro e lamentano una graduale e crescente mancanza di guadagni. Dall’altra parte c’è il sindaco e una delibera democratica, votata, oltre che dal capo
dell’Esecutivo, dagli assessori Mario Ardolino, Caradio
Esposito, Antonio Vivenzio (tutti e tre non più in
carica) e Giuseppe Sodano, che sostengono la chiusura e la realizzazione di un sogno.

La situazione diventa di giorno in giorno sempre più tesa: la ribellione e il nervosismo sono palpabili. E sta dividendo la città in due fazioni tra i sostenitori della chiusura del centro storico (tanti cittadini) e chi ne chiede la riapertura (pochi commercianti).

Sarebbe bene, comunque, per il rispetto di tutti, sedersi a un tavolo ed ascoltare le esigenze delle parti e concordare, oltre che orari e momenti di apertura e chiusura anche in modo momentaneo, qualcosa che migliori la situazione e il traffico.

Infatti questo, a causa anche di lavori in atto su arterie importanti per il flusso delle auto, sta ingolfando sempre più la città. Tutto ciò, però, senza perdere di vista l’obiettivo primario e sano della delibera che deve essere difesa per il bene della città: la chiusura definitiva del centro storico.

Set

26

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Marigliano, proposta di variante al piano urbanistico
Paolo Russo: “E’ il sacco edilizio della nostra città”
Per il deputato è in atto una speculazione per arricchire pochi personaggi

“Sbagliata, maldestra, contraria agli effettivi bisogni della città”: è pesante il giudizio con il quale Paolo Russo, parlamentare di Forza Italia boccia la proposta di variante al piano urbanistico comunale che è stata votata solo da 4 assessori della giunta guidata dal sindaco Felice Corcione.

Onorevole una posizione netta la sua. Un grido di dolore oltre che un punto di vista politico…..
“Quando ci si trova al cospetto di una malcelata speculazione edilizia non si può transigere. Oggi avrei potuto stare zitto e recriminare poi domani indicando i guasti, ma non è nel mio stile e non servirei la mia città. La strada disegnata è di quelle senza uscita, una volta imboccata non si potrà tornare più indietro. Per questo bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi, prima che si compia il nefasto destino della città che amiamo, in cui siamo nati e viviamo. Non possiamo stare alla finestra mentre gli altri compiono scelte scellerate, certamente non dettate dall’interesse generale, sicuramente non ispirate da quel benessere collettivo che ogni amministratore dovrebbe avere a cuore invece di cedere ad “umane” tentazioni che vanno nella direzione opposta. Non è un caso che quanto si sta cercando di mettere in atto sia il frutto di decisioni solitarie, prese senza il coinvolgimento della comunità. La dichiarata partecipazione della collettività è stata in realtà soltanto una comunicazione di servizio, un rito senza coinvolgimento. L’amministrazione comunale meno rappresentativa dei cittadini, visto che i maggiori partiti di maggioranza e di opposizione non hanno partecipato alle ultime elezioni, ha così potuto agire indisturbata”.

Sì, ma quali sono i motivi del suo pollice verso?
“Gli amministratori usano impropriamente il termine variante: è evidente a tutti che non può essere definita variante normativa una ipotesi che prevede stravolgimento di aree, di indici, di bisogni e…. di speranze. Un’operazione sbagliata nel metodo dunque, ma anche, e soprattutto, nel merito perché va nella direzione della tutela degli interessi di pochi, in nome dei quali si è pronti a svendere il territorio di Marigliano ed a farne il ghetto di Napoli. Tra non molto assisteremo alla vendita di immobili su scala provinciale e regionale e tra gli effetti collaterali avremo anche quello della svalutazione di tutto il patrimonio immobiliare esistente”.

E chi sarebbero questi pochi?
“Si tratta non di pochi ma di pochissimi imprenditori e di colletti bianchi che, senza alcuno scrupolo, si arricchiranno alle spalle dei cittadini onesti”.

In che senso?
“Sono fermamente convinto che, essendo quello della proposta di variante un piano organizzato e preordinato, è già cominciata la corsa ad accaparrarsi i suoli più appetitosi sui quali costruire 20mila nuovi vani, tra abitazioni e locali commerciali”

Evidentemente la domanda c’è ….
“Non è vero. L’operazione è stata fatta non perché Marigliano cresce ma perché Marigliano cresca. Mi viene in mente il titolo con il quale Giovanni Ansaldo, storico direttore del Mattino, si oppose al sacco edilizio del capoluogo partenopeo, “Napoli cresce: in altezza” .

E quindi lei sente puzza di bruciato
“Sì, e mi auguro che la senta anche chi è preposto al controllo ed alla tutela del territorio e degli interessi del cittadino”.

A cosa sta pensando. Ad un inchiesta della Magistratura ?
“Trovo che un’indagine sui compromessi stipulati prima dell’approvazione della proposta di variante sarebbe estremamente interessante e potrebbe indicare con chiarezza quale la furia che si è abbattuta sui territori. Per fare luce forse non serviranno nemmeno inchieste accurate: basterà fare qualche domanda in giro”.

Però arriveranno nuove persone …
“Se la immagina una popolazione che cresce mentre resta invariato il contesto, comprese le infrastrutture ed i servizi al cittadino?”

A quali carenze si riferisce?
“A Marigliano mancano le strade, le scuole, i parcheggi, le palestre, i parchi, non si può fare jogging tra rifiuti e smog. Non ci sono piscine e non ci sono nemmeno adeguate fogne e condotte idriche sufficienti, ma quella dell’ acqua è un’altra storiaccia”.

Si comincerebbe a stare stretti?
“Ventimila nuovi vani comporteranno verosimilmente altrettanti residenti, attratti non dal miraggio di una città a misura d’uomo ma da una colata di cemento a pochi chilometri da quei centri come Napoli dove l’offerta immobiliare se non è esaurita è praticamente esosa. Marigliano si candida a diventare una città dormitorio, senza servizi e senza speranza”.

Qualcuno però potrebbe obiettare che la variante metterà in moto l’economia…
“L’alternativa a questa ipotesi speculativa è la redazione di un piano urbanistico comunale disegnato secondo la normativa nazionale e regionale e soprattutto ispirato alle più moderne ipotesi di sviluppo dei territori: recupero urbano e moderato uso dei suoli. Non capisco perché non ci si orienti, ad esempio, verso la valorizzazione delle aree agricole con un piano di tutela ad hoc: si parla sempre più spesso di prodotti alimentari di prossimità e tassametro sulle distanze ma qui il discorso ci porterebbe lontano”.

Quale sarebbe per lei la soluzione?
“Non penso ad uno strumento che impedisca le prospettive di crescita e vieti ai piccoli proprietari di costruirsi una casa, ma piuttosto mi riferisco a progetti non disegnati ad libitum, ad aree per alberghi non realizzate per soddisfare pochi soggetti. A parchi urbani, parcheggi e servizi condivisi con i comuni vicini. Immagino insomma una città costruita necessariamente con il cemento, ma dotata di una propria anima, di un’identità storica e culturale oltre che di un forte senso di appartenenza, manifestato attraverso l’incremento di luoghi di aggregazione, di partecipazione civica. Non credo insomma che Marigliano debba, nel silenzio dei più, diventare una periferia - dormitorio degradata, scelta per necessità da chi non ha le possibilità economiche di vivere in luoghi più ameni “.

Va bene ma Forza Italia cosa farà?
“Prima di tutto sensibilizzerà l’opinione pubblica sulla vicenda informando i rossoverdi amministratori di Provincia e Regione del sacco che si prepara, e poi offrirà collaborazione ed assistenza ai cittadini che volessero imboccare il percorso giudiziario. Insomma chiederemo alla città di fare fronte comune contro l’assalto al nostro territorio. Le ruspe hanno distrutto già troppi pezzi importanti della nostra storia comune “.

Set

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cimitero1.jpgEnnesimo furto al cimitero di Marigliano nella nottata tra sabato e domenica.

Nel nuovo cimitero i soliti ignoti hanno trafugato altri maniglioni di ottone, dopo quelli rubati agli inizi di settembre, che erano posti sui loculi nuovi.

Questa volta la parte interessata è quella in fondo sulla destra del cimitero. A Marigliano non c’è pace, neppure nel regno della pace eterna; e, purtroppo, dobbiamo immaginare che questi “soliti ignoti” devo passarsela veramente male per arrivare a tanto.

Ma facciano attenzione questi “soliti” a non tirare troppo la corda: a volte, non sempre solo in rari casi, il regno dei morti si ribella alla scostumatezza, all’indecenza, all’immoralità , alla continua mancanza di rispetto.

E se si ribellano loro sono cavoli amari.


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Set

16

LE MANI SULLA CITTÀ

16 Settembre 2007 | 22 Commenti

dscf0001.jpgÈ al capolavoro del neorealismo di Francesco Rosi che ho pensato l’altra sera allorché ho visto tutta la piazza Municipio della città transennata, con difficoltà per i cittadini, per far sì che venissero assegnati 500/600 posti a sedere (praticamente tutta la piazza) ad amici e grandi o piccoli elettori di un politico del luogo vedi le foto

Costui, infatti, si è inventato un premio pseudo-culturale per poter distribuire ricchi premi e cotillons a un popolino che purtroppo oggi aspira soltanto all’effimero, per usare un eufemismo, e si lascia facilmente abbindolare da questo genere di richiami.
Mi ricorda un po’ il popolino di Lauro, appunto.

Con arroganza si considera la città bene personale; del resto anche i grossi Padrini politici pare che approfittino degli apparati (o meglio dire apparecchi) dello Stato per uso personale!

Per parafrasare sia l’indimenticato Totò, che in una memorabile scenetta fa carne da macello di tutti i politici supponenti ed ignoranti (anche con un po’ di qualunquismo), che Cicerone (stavolta tradotto per evitare disguidi linguistici) mi viene da dire:

MA TUTTI GLI ONOREVOLI TROMBETTA FINO A QUANDO ABUSERANNO DELLA PAZIENZA DEI VERI CITTADINI?
Sia ben chiaro che non mi disturba l’evento in sé, sia che lo si voglia considerare culturale o di puro spettacolo (quale in realtà è), anche se per la nostra città oggi ritengo che occorra ricordare piuttosto i vari Maestri Alise ed Esposito oppure gli artisti Vivo e De Siena o ancora Leo De Berardinis che negli anni 70 per un breve periodo ha vitalmente sovvertito il naturale ordine delle cose nella rappresentazione teatrale e proprio qui a Marigliano, dando in tal modo un segnale di svolta politico-culturale a questa città ormai abbandonata a sé stessa e dimenticata da Dio e dagli uomini.

MA IL POPOLINO PREFERISCE SOLTANTO I COTILLONS E CORRE FELICE ED AFFANNATO AD ACCAPARRARSI I PRIMI POSTI!!!VISTO CHE PARTERRE CON IL SINDACO IN TESTA?
Dr Antonio Capasso

Set

12

“Ritenendo vigente il contratto a suo tempo sottoscritto…ho pagato la prima rata del canone per il 2006 al Comune, utilizzando il cc/p n. 27158807″…

Una contribuente, bene informata, ma che preferisce mantenere l’anonimato, inoltra istanza al sindaco Felice Esposito Concione con la quale motiva la scelta di pagare al Comune il canone idrico per l’esercizio 2006. La redazione riporta di seguito il testo integrale della lettera indirizzata al primo cittadino.

…Abito nello stabile composto di due appartamenti di proprietà dei miei genitori. L’abitazione è munita di un solo contatore dell’acqua e dove da sempre abbiamo pagato il dovuto per tutti i componenti dello stabile.

Il contratto, a suo tempo emesso dal Comune di Marigliano, fu sottoscritto da mio padre e dal Funzionario preposto dei Comune e mai disdetto. La causa che scrivo in nome di mio padre è dovuta alla sua anzianità, quindi sono io che mi occupo per suo conto della gestione.

Il motivo della presente è semplice da spiegare. Vi è una totale confusione intorno all’affare dell’acqua, se ne dicono di tutti i colori, a torto o a ragione. Non entro nel merito, questo è compito di chi è preposto, ma un po’ di chiarezza non guasterebbe, almeno per quei cittadini che sempre hanno pagato le tasse, pagano adesso e vorranno pagare in futuro, naturalmente il giusto. Si dice in giro che:

  • il Comune non poteva dare la gestione dell’acqua all’ATO e poi alla GORI,
  • il Governo centrale ha sospeso il passaggio dell’acqua agli ATO,
  • anche volendo prendere per buono il passaggio alla GORI, il Comune di Marigliano avrebbe
    dovuto incassare i primi cinque mesi dei 2006,
  • non è legale che la GORI recapita gli avvisi di pagamento per incassare tutta l’annualità 2006,
  • la stessa GORI non è un Ente di riscossione,
  • il Funzionario dei Comune non poteva trasferire i tabulati alla GORI,
  • il Comitato per l’acqua pubblica invita i contribuenti a non pagare in attesa di chiarimenti.
  • Questi alcuni esempi della confusione che regna tra i cittadini, figurarsi una persona di ottantasei anni, quale mio padre, in quali condizioni si viene a trovare, insomma non si capisce veramente come comportarsi.
    Alla luce di quanto sopra, visto che il Comune non ha ancora inviato l’avviso di pagamento per l’anno 2006, la sottoscritta, ritenendo di dover pagare il tributo, e ritenendo altresì vigente il contratto a suo tempo sottoscritto dal genitore, ha ritenuto comportarsi come per gli anni precedenti.

    Infatti, ha pagato la prima rata del canone per il 2006 di E. (stessa somma canone 2005) sul bollettino di C/C n. 27158807 intestato al Comune di Marigliano Servizio Acquedotto.

    Set

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    mariglianocentrostorico-012.jpg10 settembre. Oggi è stata, come si dice, una giornata campale … per la democrazia.

    Niente di concreto beninteso. Nessuna conferma. Ma se due più due fanno quattro a breve sarà riaperto il centro storico.

    E quindi dal  teatro di Pirandello si passa alla farsa. A quel componimento contenente una miscela di serio e di ridicolo, che un tempo serviva a riempire, come intermezzo, un componimento drammatico.

    E’ da settimane che si parla, in alcuni casi si straparla, della chiusura del centro storico.
    Prima l’attuazione tardiva, doveva essere applicata già dall’8 giugno, della delibera comunale che ne sanciva la chiusura. Poi la “ribellione” di Giancarlo. Infine il ricorso al  reato di “ignoti” : divelti e rubati i paletti che chiudevano l’accesso a via Giannone e a piazzetta Annunziata. E questa stasera la degna conclusione.

    I segnali sono alquanto concreti. Oggi nel primo pomeriggio pare che l’assessore Sodano abbia dato le dimissioni, perché s’era paventata l’ipotesi di ridiscutere la famosa delibera nella maggioranza. La qual cosa è puntualmente avvenuta nel tardo pomeriggio: tutti seduti intorno a un tavolo, Udeur, Sdi e il sindaco.

    Aggiungete a tutto ciò che un noto personaggio politico passando davanti alla macelleria all’inizio di via Giannone pare abbia detto a mo’ di rassicurazione : “Se domani non si apre il centro storico cadrà il Consiglio Comunale”, suscitando sorpresa e sgomento nelle persone presenti . E il quadro appare in tutto il suo “splendore”.

    Il sindaco, comunque, stasera ha ammesso che si sta discutendo per migliorare la condizione del centro storico e per alleviare i disagi a cui stanno andando incontro i residenti e i commercianti, ma ha confermato ancora la chiusura per domani. Intanto stasera lo Sdi si è riunito per “riflettere”.

    Set

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    Ancora pochi giorni e poi scade il termine ultimo per la formazione degli elenchi di professionisti qualificati ad assumere incarichi tecnici per conto dell’Ente.

    La data di scadenza è il 10 settembre prossimo.

    Finora gli incarichi professionali venivano dati sulla scorta di colloqui privati, qualcuno dice per raccomandazioni rigorosamente politiche. Adesso tutto ciò non dovrebbe più accadere.

    Basta presentare una domanda entro il 10 settembre chiedendo l’inclusione in una graduatoria di tecnici per incarichi esterni nell’albo comunale e il fortunato potresti essere proprio tu, senza elemosinare un lavoro per le segreterie politiche.

    Al momento appena venti domande sono giunte sul tavolo dell’ing. Andrea Ciccarelli, nonostante i
    tanti annunci fatti per pubblicizzare l’evento.


    Scarica il bando completo

    Set

    7

    corso-umberto.jpgEnnesimo suicidio a Marigliano. Un giovane, nel pieno della primavera della vita, appena diciotto anni, ha deciso brutalmente di porre fine alla sua esistenza.

    La tragedia si è consumata in un attimo al corso Umberto I° 53, appena dopo il passaggio a livello dell’ex vesuviana in direzione Napoli, nel Palazzo De Crescenzo, quasi al confine con il Comune di Mariglianella.

    Approfittando di un momento di disattenzione dei familiari, il giovane ha aperto un infisso è si è lanciato nel vuoto. E’ stato trasportato, tra le urla strazianti dei genitori e lo sgomento dei vicini di casa, ancora vivo, all’ospedale civile di Nola, dove è deceduto poco dopo per le gravi lesioni riportate nella caduta.

    Non si conoscono i motivi del fatale gesto, che ha sconvolto la serenità di una normale famiglia e su cui stanno indagando i carabinieri della locale
    stazione agli ordini del maresciallo Ciro Silvestro,
    coordinati dalla Compagnia di Castello di Cisterna al
    comando del capitano Orazio Ianniello. Intanto questo è il terzo suicidio che si verifica, a poca distanza l’uno dall’altro, nel territorio di Marigliano.

    Set

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    Intervista all’assessore Sodano sull’occupazione abusiva degli spazi pubblici

    C’è la festa Patronale a Marigliano. Le strade scintillano di luci della “Llummata” e i marciapiedi sono invasi dalle bancarelle di leccornie e di torrone. Ci ritroviamo a parlare con l’assessore Sodano del delicato argomento degli extracomunitari, che hanno lasciato il posto loro assegnato nel mese di maggio dall’Amministrazione a causa dei lavori in corso in via De Vita e sono ritornati sui marciapiedi della città.

    Assessore, dove sono finite le buone intenzioni dell’amministrazione di liberare il suolo pubblico dagli abusivi. Da tutti gli abusivi?
    Sono scomparse.

    Il sogno è fallito?
    No non è fallito. Al momento è solo bloccato. Al momento è bloccato dalla burocrazia.

    Perché?
    Perchè non è stato possibile liberare gli spazi pubblici da tutti gli ostacoli che ostruiscono la libera circolazione dei pedoni. I marciapiedi dovevano essere liberati dagli ambulanti, ma anche da certi disgustosi paletti, da strutture abusive fatte da alcuni commercianti, da spazi occupati da fioriere, recinti e chi più ne ha più ne metta.

    Invece…
    Invece con quella ordinanza abbiamo liberato i marciapiedi di Marigliano solo dagli ambulanti, dagli extracomunitari .

    Come mai?
    La colpa è del regolamento.

    Del regolamento? Quale regolamento?
    Il vecchio, obsoleto regolamento comunale. Il regolamento comunale, approvato da un lontanissimo Consiglio Comunale, demanda alla Giunta alcune limitazioni per l’autorizzazione dell’occupazione del suolo pubblico.

    Quindi?
    La Giunta fino ad oggi ancora deve specificare quali siano queste limitazioni per autorizzare il cittadino ad occupare il suolo pubblico. E mancando le regole, a decidere il tutto è quindi la burocrazia comunale.

    La burocrazia Comunale? Si riferisce a qualcuno in particolare?
    Ai funzionari comunali.

    Ai funzionari comunali? Facciamo dei nomi?
    Senza fare nomi. Mi riferisco all’Ufficio Tecnico, all’Ufficio Commercio e alla Polizia Municipale.

    Perché a questi tre uffici?
    Sono loro che gestiscono. Sono loro che dovrebbero controllare. E sono loro che interpretano il regolamento. Ed è la loro burocrazia che diventa forte con i deboli e debole con i forti.

    Questa è un grave affermazione. Si spieghi meglio.
    Il regolamento lo interpretano in modo diverso di volta in volta.

    E cosa secondo lei influisce sulla loro valutazione?
    La Politica.

    La Politica ?
    Si. Le regole in materia al Comune di Marigliano vengono applicate in funzione di chi cerca i permessi.

    Sempre più grave.
    E’ la verità. Le norme si allargano e si restringono a secondo di chi chiede l’autorizzazione ad occupare il suolo pubblico.

    Incredibile. Lo fa un esempio concreto?
    Certo. Se a chiedere un permesso sono gli extracomunitari le regole si restringono perché non hanno chi li tutela. Mentre per alcuni mariglianesi si allargano a dismisura, perché prima di chiedere il permesso passano per la segreteria del potente di turno.

    E allora?

    E allora, la pratica, in questo caso, segue un iter particolare, per cui se il potente è potente veramente i regolamenti non esistono. Se il potente è un potente, come dire, traballante i regolamenti cominciano a esistere. Se invece il permesso lo richiede un normale cittadino i regolamenti appaiono miracolosamente tutti e vengono attuati nel modo più restrittivo possibile.

    Si rende conto della gravità di queste dichiarazioni ?
    Certamente.

    Non c’è stata allora quell’organizzazione della macchina comunale che avevate promesso?
    E’ vero, ma per quello ci vuole tempo e ci vuole pazienza. Ci vuole pazienza e ci vuole tempo.

    È difficile credere, pero, che nel 2007 esiste ancora questo modo di fare in un paese civile .
    Evidentemente si. Perché il Comune di Marigliano è pieno di personaggi, che la Politica la intendono ancora così. Pullula di gente che approfitta di queste miserie per fare incetta di voti

    Concludendo, allora lei non è contro gli ambulanti extracomunitari?
    Assolutamente no. Io sono contro le tante illegalità diffuse, come i tanti mariglianesi che con me si lamentano ogni giorno. Io sono contro tutti coloro che occupano abusivamente marciapiedi e spazi pubblici per il proprio interesse togliendoli alla collettività. Senza distinzione di razze o di pelle, siano essi extracomunitarii o commercianti mariglianesi.

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    mariglianorossano-009.jpgIl teatro pirandelliano, che induce al sorriso, chiude.

    Il suo umorismo, che è il sentimento del contrario, scompare insieme al personaggio: il posteggiatore.

    E tutto lascia il campo allo squallore. All’atto semplice dell’intimidazione, del crimine puerile perpetrato nell’oscurità, nell’ombra, nel tetro regno dei vigliacchi.

    Questa notte sono stati divelti e rubati i paletti posti ieri dall’Amministrazione Comunale per impedire l’accesso alle auto a via Giannone, a piazzetta Annunziata e quindi al centro storico.

    Dure le parole del sindaco Felice Esposito Corcione: “Ma hanno fatto male i loro conti. Se pensano di frenare in questo modo la crescita civile e sociale di questo paese si sbagliano di grosso. Il centro storico si chiuderà. Da domani l’area sarà video sorvegliata. Faranno bene ad accettare le decisioni democratiche di questa Amministrazione e ad abituarsi ad una strada pulita, libera, sgombra di auto. Anzi per domani indìco una conferenza stampa, perché questo episodio criminoso non deve passare inosservato. Allerterò anche il prefetto di questi atti intimidatori, che non sono fatti da giovinastri in cerca di brividi, ma mirati e, credo, ideati da gente che si crede perbene”.

    Sulla stessa linea la dichiarazione del comandante dei vigili urbani dott. Giuseppe Caliendo: ” È vergognoso. Sono semplicemente dei barbari. Gente che trova fatica ad abituarsi alle regole di una società vera, rispettosa della legge e degna di essere chiamata civile.

    Indignato anche l’assessore Sodano: “Solo una cultura deviata, una mentalità contorta può partorire certi comportamenti che hanno il sapore del crimine”.

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    mariglianocentro.jpgA breve sarà chiuso al traffico piazzetta Annunziata e l’ingresso di via Giannone.

    Questa mattina sono stati posti i paletti che devono impedire l’accesso alle auto, attuando una delibera molto sofferta della fine del mese di maggio.

    Non sono mancati momenti di autentico teatro. Mentre gli operai si accingevano a fissare i paletti, sotto lo sguardo vigile del Comandante della polizia municipale dott. Giuseppe Caliendo, Giancarlo “il posteggiatore” è salito per l’ennesima volta sull’impalcatura di Palazzo Nicotera minacciando di buttarsi, per protestare contro la chiusura del centro storico.

    Visto, dopo un po’, che nessuno dava peso alle sue oramai numerose arrampicate, ha pensato bene di scendere. Qualcuno ha malignato che a indurre il “posteggiatore” alla protesta siano state persone che assolutamente non vogliono la chiusura della strada. Si parlava di 10 euro dati ieri al noto personaggio per nascondere le transenne, che poi sono scomparse veramente nella nottata, e di 20 euro elargiti dalle stesse persone questa mattina per inscenare la protesta.

    Se tutto ciò è vero, è di una gravità inaudita. E le persone coinvolte dovrebbero vergognarsi di “comprare” il coraggio di agire da persone malate e in difficoltà, che arrancano nella nostra società per un poco di benessere. Ma questo assurdo quanto vergognoso episodio è la strada a dirlo. E la strada si sa, anche un soffio fa diventare tempesta.

    Dopo è stata “battezzata” in Piazza Annunziata dal Primicerio in persona in presenza del sindaco Felice Esposito Corcione, del Comandante dei vigili urbani dott. Giuseppe Caliendo e dell’assessore Peppe Sodano un’altra unità mobile, un Doblò Fiat, data in dotazione ai Vigili Urbani per assicurare un controllo più efficace del territorio.

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    sorrentinoweb.jpgTutti sappiamo e diciamo che il nascente Partito democratico vuole essere un partito nuovo, aperto alle indicazioni ed alle esigenze della società moderna, un partito che deve convincere e coinvolgere non solo sul piano della proposta ma anche su quello dei comportamenti, un partito che deve segnare una rottura rispetto a vecchi schemi e a logiche ormai datate.
    Eppure non mancano poi quelli che, nella pratica si comportano seguendo metodi che appartengono al passato ed asserendo, con grande incoerenza, che bisogna fare spazio al nuovo, che bisogna aprire ai giovani, che qualcuno, avendo fatto il suo tempo, deve tenersi da parte.
    Per la verità non capisco dove sta la logica di tale ragionamento e soprattutto del comportamento. Per alcuni il nuovo è solo un auspicio e un modo di dire, ma la pratica è ben diversa. Per alcuni il nuovo significa fare fuori quelli ritenuti vecchi, ma solo per occupare spazi di comando, di potere e di controllo. Io credo che tutto sia solamente pretestuoso e legato ad una singolare competizione che non è non sui cointenuti e sulle capacità di pensiero, ma sulla rimozione dell’ingombro, che è oggettivamente forte, impareggiabile e ineguagliabile.
    E’ per questo che si fa il discorso dei giovani e dei vecchi, ignorando volutamente che si può essere giovani ma comportarsi da vecchi, così come da vecchi si è in grado, per saggezza, intelligenza e preparazione, capire, interpretare e proporre il nuovo.
    Del resto, parlare di Partito nuovo -e tutti concordano su questo- non vuole dire cancellare identità e storie anche personali, ma significa piuttosto atteggiarsi e lavorare in maniera nuova, diversa dal passato, dare cioè, nell’azione Politica e nelle scelte, il senso del cambiamento rispetto alla società che cammina e corre più della Politica.
    Questo sta a dire che io non mi lascerò suggestionare da certi discorsi poco convincenti e poco credibili, né mi farò guidare dal certificato di nascita, per cui adeguerò la scelta mia, sostenuto in questo dai tanti miei amici, alla valutazione delle garanzie culturali e politiche, dalle esperienze maturate, dalle responsabilità avute, dalle analisi sviluppate su quello che deve rappresentare il Partito democratico nel Paese e nel contesto sociale, sul progetto da mettere in campo per dare risposte, in termini di evoluzione, di sviluppo, di crescita e di cambiamento, ai giovani, alle donne, ai padri e alle mamme di famiglia, agli studenti, agli intellettuali, ai ricercatori che per dedicarsi ai propri studi sono costretti a recarsi all’estero.
    Di tutto questo occorre tenere conto nelle cose che il nuovo Partito deve fare e soprattutto nella scelta di coloro che debbono essere guida e classe dirigente del Partito democratico. Ed è proprio per tale motivo che la mia scelta e la mia fiducia piena ricadrà sul Presidente Ciriaco De Mita e in funzione di questa scelta mi adopererò con tutti i miei amici, presentando in tutti i 25 collegi,di Napoli e provincia, mie liste “pro De Mita”.
    Dichiarazione del Presidente della Commissione Agricoltura

    e Fondi Europei della Regione, Sebastiano Sorrentino,

    sulle candidature nel Partito Democratico